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Mens Sana Siena

logo MENSANAStoria Mens Sana

SquadraGinnasticaArtistica1912Una storia lunga più di 130 anni che iscrive la polisportiva “Mens Sana in Corpore Sano” nell’albo delle più antiche società sportive italiane.

Una realtà sportiva che anno dopo anno ha saputo allargare i propri orizzonti ed adattarsi ai tempi, abbracciando nuove tecnologie, mode ed abitudini, pur mantenendosi fedele ai principi e allo stile che l’hanno caratterizzata fin dalla nascita.

Centinaia di ragazzini negli anni sono stati avviati allo sport nelle strutture della polisportiva, rafforzando il sodalizio con la città di Siena, a cui la storia della Mens Sana è intrinsecamente legata.

Origine

L’Associazione Ginnastica Senese “Mens Sana in Corpore Sano 1871” è sorta a Siena, il 16 Aprile 1871 ad opera di alcuni studenti universitari.

ConcorsoFirenze1904È questo il periodo in cui nascono in Italia, da poco tempo uscita dalle guerre di Indipendenza, le prime società sportive. Lo sport rappresenta uno dei possibili fattori di aggregazione e le società ginniche sono chiamate a sostituirsi alla scuola nel tentativo di impartire alle nuove generazioni l’educazione fisica, nel senso più rigoroso del termine.

Nello spazio di pochi anni la Mens Sana si avvia ad assumere il ruolo di istituzione cittadina che ne avrebbe caratterizzato l’intera vicenda storica. Gli atleti senesi fin dai primi anni di attività partecipano con discreto successo ai diversi concorsi ginnastici nazionali e nel 1875 alla Mens Sana sarebbe toccato l’onore di organizzare a Siena il Congresso Ginnastico Nazionale.

Alla fine del secolo l’associazione Ginnastica Senese costituiva insomma un’importante realtà nel panorama sportivo italiano, grazie soprattutto al prestigio di cui godeva il suo “maestro direttore” Leopoldo Nomi.

In questi anni a ginnastica, tiro a segno e scherma si aggiungevano nuovi sport, quali nuoto e ciclismo, e andava avanti con accresciuto vigore l’attività della sezione femminile.

La polisportiva

Agli inizi del ‘900 cambia il rapporto con lo sport, che da semplice fattore educativo si trasforma in attività ludica e ricreativa. Si affacciano nuove discipline e nascono i giochi sportivi, che sono alle origini dello sport nel senso moderno del termine.

Questa ridefinizione generale di valori investe anche l’Associazione Ginnastica Senese, che dopo un periodo di dibattiti interni, si trasforma in Polisportiva, includendo per il momento le sezioni di ginnastica, scherma, atletica, ciclismo, podismo e una sezione di fanfara.

Fu un periodo travagliato durante il quale parte dei soci decise di abbandonare la Mens Sana dando vita allo Sport Club, società più orientata ai “giochi sportivi”, che nel 1911 fu tuttavia riassorbita tra le fila mensanine.

ConcorsoVenezia1907Importante avvenimento di questi anni fu la partecipazione al Concorso di Venezia del 1907, in cui le ragazze guidate da Ida Nomi vinsero la “medaglia d’argento” per aver presentato, per la prima volta in Italia, il gioco della pallacanestro.

Tra le due guerre

Subito dopo la guerra ci fu un breve periodo molto importante per le società ginnastiche, definito la “primavera”, bruscamente interrotto però dall’avvento del fascismo, che determinò una profonda crisi nel movimento dell’associazionismo ginnico, ingabbiato in strutture sempre più rigide. Le società ginniche stavano perdendo definitivamente il loro ruolo educativo e ci si spingeva sempre più verso lo sport agonistico.

SquadraAtleticaLeggera1923A Siena si andavano delineando intanto due nette realtà sportive: le Mens Sana da una parte e la Robur dall’altra, che dopo qualche anno di iniziale rivalità presero strade diverse. Mentre la Robur divenne l’unica espressione del calcio senese, la Mens Sana, fedele alle sue tradizioni, si dedicò a ciclismo, pattinaggio ed hockey, sottolineando l’anima dilettantistica anche in un’intensa attività della sezione turistica.

SquadraHockey1926Durante gli anni trenta, mentre crescenti difficoltà di ordine economico ne limitavano pesantemente l’attività, fu soprattutto il pattinaggio a mantenere accesa la vita sociale. Una vita sociale che, grazie al tessuto connettivo che caratterizzava la Mens Sana, non si spense mai definitivamente.

All’indomani della caduta del fascismo iniziò la rinascita della polisportiva.

La ricostruzione

A marzo del 1945, dopo gli anni di guerra e di difficoltà, si insedia il primo consiglio direttivo del dopoguerra. Più o meno nello stesso periodo la Mens Sana rientra in possesso della palestra di Sant’Agata.

Seguono mesi di duro lavoro per rendere i locali agibili e per riannodare tutti i legami che erano stati recisi dal regime. Nell’Ottobre del 1945 la Mens Sana può già fare affidamento su 1000 soci, a testimonianza della profondo rapporto con la città.

L’organizzazione tecnica viene nuovamente costituita e conta su 14 sezioni. L’attività riprende a pieno ritmo con gare ciclistiche, podistiche, di pattinaggio e un incontro di basket tra due rappresentative di contrada.

Dal 1945 l’attività della Mens Sana ricomincia secondo quei modelli e quei valori che l’avevano guidata fin dai primi anni della sua fondazione.

L’espansione

PalaMensSanaDal dopoguerra in poi, la Mens Sana ritorna a proporsi come modello di aggregazione sociale e comincia a manifestare sempre più l’esigenza di avere spazi propri per gestire autonomamente l’attività sociale.
Prende così il via la progettazione del primo Palazzo dello Sport di viale Sclavo: il “dodecaedro” (Palazzetto Giannelli). Struttura nata grazie all’aiuto delle istituzioni locali e al coraggio dei dirigenti di allora, con in testa il presidente Giannelli, a cui il palazzetto è stato intitolato alla fine degli anni ’90.

Ben presto il dodecaedro si rivela inadeguato alle esigenze della polisportiva, la cui attività negli anni continuava ad espandersi. Nasce così nel 1976 il grande Palazzo dello Sport, oggi denominato PalaMensSana.

Nel periodo tra il 1986 ed il 2000 la polisportiva compie un ulteriore salto di qualità sotto la presidenza di Giorgio Lucchesini, figura fondamentale nell’allargamento degli orizzonti societari ed elemento chiave della fase di ristrutturazione della sezione basket.

Si giunge così ai giorni nostri con le grandi opere di ammodernamento, la costruzione nel 2002 del 3° palazzo dello Sport, il Chigi Saracini, chiamato brevemente PalaChigi, realizzato grazie alla copertura della pista di pattinaggio “Bruno Tiezzi”, e l’inaugurazione dell’innovativo Percorso Natura.